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Cose da fare all’inizio di un progetto

29 luglio 2010 Roberto Nessun commento

Leggo questo interessante articolo di Leah Buley su adaptivepath.com e mi accorgo di quanto possa essere utile a chi organizza il lavoro quotidiano di team multi-disciplinari. Cosa dice questo post? Propone una lista di "cose da fare quando si comincia un progetto": nella fase di pianificazione, di pre-lancio, dei primi giorni e durante.
Ecco allora una personale sintesi, spero possiate trovarla utile (p.s. l'ho tradotta per rendere la lettura più scorrevole).
 

Pianificazione (planning)

 

1. Definisci con il cliente i cicli di revisione (Ask the client about review cycles)

Il suggerimento è di chiedere al cliente chi sia il referente o il responsabile del progetto, cioè chi ci darà i feedback, i consensi e i dinieghi durante il processo di lavoro. E' bene informarsi anche sul "quando": durante le riunioni? in un secondo tempo? L'importante è chiarirlo, così sarà possibile programmarlo nel piano generale dei lavori.

2. Programmare un periodo intermedio di triage (Plan for a mid-point triage period)

Ritagliarsi un momento non strutturato per risolvere problemi persistenti di progettazione, possibilmente una riunione con il team di progetto al completo (compresi i clienti): "even if you think things will go swimmingly, you'll need it!"

3. Individuare i ruoli nel team dei clienti (Identify dedicated roles on the client team)

Sarebbe opportuno sapere almeno chi ha: 1) la responsabilità della gestione di progetto; 2) la responsabilità di firmare.
 

Prima della partenza (pre-kickoff)

1. Darsi una convenzione per nominare i file (Agree on a file naming convention)

2. Mettersi d'accordo sui software da utilizzare (Agree on software you'll be using as a team)

3. Calendario (Create a big calendar)

Metterlo in un posto dove tutti possano vederlo e comporlo con la timeline di progetto, inclusi il numero di settimane, le date di consegna, i giorni di vacanza, e le giornate di assenza dei membri del team. E' importante inoltre incoraggiare tutti ad annotare il calendario durante lo scorrere del progetto.

4. Avviare il sistema di gestione del progetto (Setup your project management system)

Ci sono vari software che possiamo utilizzare. Leah suggerisce Basecamp, in eTour ci troviamo bene anche con GanttProject. Qui dipende dalla dimensione e dall'organizzazione dell'ufficio, ma è indubbia la comodità di un software che ricorda scadenze, ruoli e to-do list.

5. Impostare degli incontri ricorrenti con il cliente (Set up a recurring metting with the buyer or project sponsor)

"Anche se non sai di cosa parlerai, è bene mettere a calendario alcuni confronti".
Si stabilisce così un precedente e un modo per entrare in contatto con il cliente se e quando si avrà realmente bisogno.

6. Decidere in merito a un protocollo di gestione delle questioni (Decide on an issue management protocol)

La lista dei punti cruciali è a disposizione di tutti? Sappiamo chi ha l'ultima parola per decidere quando una questione è chiusa?

7. Individuare i rischi già noti (Identify known risks)

8. Creare i segnali "questa settimana" e "prossima settimana" (Create "this week" and "next week" signs)

Per non lasciarsi sopraffare dall'ansia delle cose ancora da fare, si possono organizzare le attività programmabili in "questa settimana" e quelle prevedibili nella "prossima settimana". Quando l'ansia sale, guarderemo SOLO "questa settimana"! Relax…
 

Prima settimana (week 1)

1. Rivedere il piano dei lavori con il cliente (Review the plan with the client)

2. Fare una lista di tutte le persone coinvolte nel progetto (Get a list of everyone who will be involved in any way)

Può essere molto utile chiedere al cliente di fornirci una lista di tutte le persone legate al progetto, indicando chi sia da contattare come stakeholder, chi ha potere di veto, chi ha tutte le informazioni, chi probabilmente è in disaccordo con gli obiettivi del progetto, eccetera.

3. Raccogliere ispirazione (Gather inspiration)

Qui il consiglio è di trovare il modo di osservare il mondo tenendo a mente il progetto, e raccogliere ispirazione.
 

Durante (during)

1. Comunicare tanto (Communicate a lot)

Richiamare le persone per chiedergli come pensano stia andando il progetto, condividere (con le dovute cautele) importanti informazioni con gli altri. Confrontarsi con chi ha più esperienza o con le persone chiave e sottoporgli delle previsioni, in modo da prevenire spiacevoli sorprese durante le "Big Presentation"!

2. "Noi", non "Loro" (Think in terms of "us", not "them").

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Laboratorio Viaggi Bolgia

27 novembre 2009 Roberto Nessun commento

 

Carissima compagnia Viaggi Bolgia,

abbiamo caricato il cartamodello (QUI) in area riservata dopo aver aggiunto le ultime migliorie proposte.

 

RIMANIAMO IN ASCOLTO! e grazie

nota: Il cartamodello online è un file con immagini, perciò abbastanza pesante. Portate pazienza se il caricamento rallenta un po’ :)

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Laboratorio ERSAF 24 novembre 2009

13 novembre 2009 Roberto 21 commenti

E’ un progetto al quale contribuiamo sotto la guida di Es Studio – Impresa di Comunicazione di Milano

Cari partecipanti del laboratorio di progettazione della comunicazione web di ERSAF,

i lavori durante il weekend sono continuati.

Il terzo gruppo ha elaborato e mi ha inviato come da accordi la loro proposta di mappatura dei contenuti.

Ho provveduto a ripubblicare per tutti voi in AREA RISERVATA importanti evoluzioni degli artefatti, ed in particolare:

-> i 3 cartamodelli di homepage (quello di ciascun gruppo)
-> le relative 3 mappe dei contenuti, stavolta con rappresentazione a modi organigramma

Ogni variazione rispetto ai materiali pubblicati venerdì mattina ora è visibile con la dicitura NEW!! (GG/MM/AAAA)

Noi nel frattempo restiamo in continuo ascolto!

nota di metodo: vi proponiamo di anteporre a ogni contributo la dicitura “GRUPPOA” (“GRUPPOB” o “GRUPPOC”) per distinguere il riferimento al cartamodello specifico!


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Partecipare, Cooperare o Collaborare?

20 marzo 2009 Roberto Nessun commento

Tutte e tre! Senz’altro…



Avvertenza al lettore: commenti e critiche sono

assai benvenuti.


Conosciamo tutti la sottile differenza che passa tra “cooperare”

e “collaborare”?

Anche voi, come me, li avete usati spesso come sinonimi, salvo

poi rimanere col dubbio che se i termini sono due, probabilmente

non è per caso?


Dal “New Oxford American Dictionary”:

collaboration: “the action of working with someone to produce

or create something”.

from Latin collaboratio(n-), from collaborare ‘work together.’


cooperation: “the process of working together to the same end”.

from Latin cooperatio(n-), from the verb cooperari; later

reinforced by French coopération.


La collaborazione è una filosofia di vita, cioè un modo di stare

al mondo. Per contro, la cooperazione è una struttura di

interazione che, unendo il lavoro di più persone in un gruppo,

agevola il raggiungimento dello scopo condiviso.


La collaborazione, quindi, è centrata sull’individuo, sull’attore. Il

quale è responsabile delle proprie azioni. Un individuo collaborativo

rispetta, e al tempo stesso apprende, dalle abilità e dai contributi

dei colleghi.


Per saperne di più, cliccate qui.

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Vengo anch’io

13 marzo 2009 Roberto 1 commento

vengo-anchio

via Flickr

Da quando ho sentito parlare per la prima volta di progettazione
partecipata (e Participatory Design), sto un pochino più attento
al modo con cui viene utilizzato quotidianamente il termine
partecipato.
Normalmente lo sento pronunciare alla televisione,
alla radio,
lo leggo sui giornali e sul web. Allora apro bene occhi
e orecchie:
perché si fa presto a dire partecipazione.

Non che pretenda di essere l’avvocato di alcunché, beninteso, ma
colgo l’occasione dello spazio su questo blog per sottolineare che
esistono diversi livelli di partecipazione.
Si può ad esempio
partecipare a un piano urbanistico come ad un
partito politico,
alla progettazione di sistemi informativi, così
come a una riunione
di condominio….insomma, il termine
partecipato è utilizzato
frequentemente, ma non senza una certa
ambiguità.

Partecipare significa letteralmente “prendere parte”, e assume
connotati precisi nella progettazione dei sistemi informativi, la
quale porta inevitabilmente a cambiare il proprio modo di lavorare.
Per “partecipato” non si intende allora che gli utenti finali di un
servizio, di un prodotto o di un processo vengano invitati a una
semplice presenza passiva o che piuttosto vengano “messi a
conoscenza” di decisioni già raggiunte o di esiti immodificabili.
I lavoratori che vengono coinvolti in un laboratorio di progettazione
partecipata non “scaldano” il banco, non siedono passivamente
in
aula, con gli occhi puntati verso la lavagna e le matite fumanti.

La partecipazione dei membri in un ambiente di questo tipo produce
qualcosa di più: la costituzione di un gruppo di lavoro consapevole
e
responsabile degli obiettivi, capace di creare e sostenere al proprio
interno la fiducia necessaria per raggiungerli.

Si partecipa per apprendere reciprocamente gli uni dagli altri.

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